Il caldo riduce il rischio di contagi da Covid: gli esperti spiegano perché l’aumento delle temperature ha un impatto sulla trasmissione del virus

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Secondo gli epidemiologi, incontrarsi all’aperto quando fa caldo aiuta a ridurre il rischio di contagi da Covid visto che il calore ha un effetto sul virus. Di fatto l’aumento delle temperature ha spinto alcuni Paesi (Inghilterra, Scozia, Galles, Irlanda del Nord) a revocare le restrizioni, tenendo conto delle spiegazioni date dagli esperti sull’influenza del clima sul Covid-19.

Vari studi hanno dimostrato che l’aumento delle temperature ha un impatto sulla diffusione del virus, anche se tale impatto non è significativo. Il professor John Edmunds, membro del Scientific Advisory Group for Emergencies (Sage), ha precisato che le prove hanno mostrato che il caldo tende ad influenzare la trasmissione, ma con un lieve effetto. A tal proposito, l’epidemiologo della London School of Hygiene & Tropical Medicine ha spiegato: “La trasmissione all’esterno è minima. La maggior parte dei contagi avviene in ambienti chiusi. Se fuori c’è il sole, i virus moriranno più velocemente, ma in ogni caso non durano molto a lungo”.

Il caldo riduce il rischio contagi da Covid

Un recente studio condotto dall’Imperial College, condotto su dati repertati da esperti statunitensi, ha rilevato che temperature elevate risultano associate a velocità di trasmissione inferiori, se non ci fossero altre misure come le restrizioni e l’uso della maschera. Lo studio dell’Imperial ha evidenziato che una differenza di 20 gradi, tipica tra la stagione estiva e quella invernale, fa registrare un cambiamento nel numero di contagi di 0,8, un dato che dal punto di vista epidemiologico è significativo.

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Il caldo riduce il rischio di contagi da Covid: cosa dicono le prove scientifiche

Gli esperti precisano che i fattori climatici giocano un ruolo non trascurabile ma minimo, come ribadito dal professor Edmunds: “La vaccinazione o l’immunità riducono il numero di riproduzione o l’immunità nella popolazione. Un piccolo cambiamento può consentire al numero di riproduzione di andare leggermente al di sopra di uno o leggermente al di sotto di uno. In inverno se è leggermente sopra l’uno si hanno epidemie invernali, e se in estate è leggermente sotto l’uno, meno”.

Quindi i raggi UV uccidono il Coronavirus, ma poiché la maggior parte dei contagi da Covid si verifica al chiuso, anche in questo caso la differenza risulta minima. Gli UV più alti sono dannosi per il virus, ma questo gioca un ruolo decisivo solo all’esterno, per questo la trasmissibilità all’aperto non si registra e questo dato non ha grande incidenza. Alcune ricerche, tra cui le indagini condotte dal professore di Yale Yiqun Ma hanno scoperto che gli UV più elevati potrebbero ridurre i tassi di trasmissione del Covid.

Inoltre uno studio svolto da un team di scienziati in Cina, ancora da accertare, ha suggerito che si sono rilevati tassi di mortalità più bassi nei giorni in cui i livelli di umidità e le temperature erano più alti. Gli studi firmati da Mohammad M Sajadi e Yiqun Ma hanno rintracciato un ruolo centrale nell’umidità: un tasso di umidità basso associato a livelli di trasmissione più elevati evidenziano che il calore umido può ridurre la trasmissione più del calore secco.

Secondo il dottor Will Pearse, ricercatore dello studio Imperial, il tempo costituisce solo un piccolo fattore nella diffusione dei contagi da Covid, anche se fa caldo, il rischio di contagio resta, quindi il caldo non sostituisce le misure di sicurezza.

Su tale punto, Kathleen O’Reilly, epidemiologa della London School of Hygiene & Tropical Medicine, ha affermato: “Speriamo che la maggior parte delle persone sia ragionevole e pragmatica; incontrarsi all’aperto può ridurre minimamente il rischio di infezione da Covid-19, ma è comunque importante stare lontano dalla luce solare diretta, specialmente a mezzogiorno. Incontrarsi al chiuso e garantire una buona ventilazione sarà utile per ridurre al minimo il rischio di contagio e per mantenere la calma”.

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