Il rischio di demenza aumenta in caso di parodontite: la scoperta di un team scienziati dopo un recente studio

Un team di ricerca tedesco ha messo in relazione le malattie gengivali e demenza, dalle conclusioni dello studio è emerso che la parodontite è un fattore di rischio per l’Alzheimer. Questa malattia cronica, tra le più comuni del cavo orale, che porta le gengive a ritirarsi precocemente espone al rischio di demenza. I ricercatori dell’Università di Greifswald hanno così scoperto una connessione tra parodontite e demenza, illustrandola in uno studio ancora in corso.

I soggetti colpiti da malattie gengivali croniche sembrano maggiormente esposti al rischio di sviluppare demenza, rispetto a coloro che non hanno la malattia paradontale. I risultati della ricerca sono stati recentemente pubblicati sulla rivista “Alzheimer’s & Dementia“.

Dopo la carie, la parodontite è la seconda malattia orale più comune e si evidenzia con un’infiammazione permanente del sistema di supporto dei denti. Se la malattia paradontale non viene trattata, può portare alla perdita dei denti ma anche avere un impatto sulla salute generale.

Il rischio di demenza è più alto in caso di parodontite

I ricercatori paragonano la parodontite ad un “iceberg”: la maggior parte dei suoi effetti restano a lungo celati, ma tende ad influenzare la salute generale. L’impatto delle malattie dentali sulla salute si sono analizzate per decenni soffermandosi in particolare sul loro collegamento con un più alto pericolo di sviluppare malattie cardiache. Ora i ricercatori dell’University Medical Center Greifswald hanno confermato la connessione tra Alzheimer e parodontite.

Leggi anche: Un team di ricercatori annuncia il primo neurone artificiale che aiuta a curare l’Alzheimer e altre malattie degenerative neuronali

“È molto difficile condurre studi metodologicamente significativi sugli effetti della malattia paradontale, una forma grave comune di malattia gengivale”, ha spiegato il dr. Christian Schwahn del Policlinico di Protesi Dentaria, Odontoiatria Geriatrica e Scienza dei Materiali Medici.

Grazie ai modelli statistici messi a punto di recente è stato possibile giungere a tale evidenza. Per la prima volta infatti si è individuata la connessione tra il trattamento delle malattie gengivali e l’insorgenza della demenza (Alzheimer), impiegando un modello sperimentale su 177 pazienti trattati per parodontite nello studio Greifswald GANI-MED e su 409 non trattati.

Il rischio di demenza alto in caso di parodontite

Prevenire l’Alzheimer con il trattamento tempestivo delle malattie gengivali

Dai dati si è evidenziata un’associazione tra Alzheimer e malattia paradontale da moderata a forte. Inoltre i ricercatori hanno notato che il trattamento della malattia paradontale inibisce la perdita di materia cerebrale. I dati MRT dei partecipanti sono serviti come indicatore dell’insorgenza della demenza: sulla base dei dati, è stato possibile misurare la perdita individuale di sostanza cerebrale, una complicanza tipica del morbo di Alzheimer.

Leggi anche: 6 modi per rallentare il decorso dell’Alzheimer: i preziosi suggerimenti di un neurologo colpito dalla malattia

Confrontando i dati dei partecipanti, è stato possibile dimostrare che il trattamento della parodontite può ridurre la perdita di materia cerebrale. “Questi risultati sono notevoli in quanto i pazienti con parodontite avevano meno di 60 anni al momento dell’esame MRI e il tempo di osservazione tra il trattamento dentale e l’esame MRI era in media di 7,3 anni per i pazienti” – hanno spiegato Thomas Kocher e Hans J. Grabe, coautori dello studio

Secondo i ricercatori, la prevenzione della malattia di Alzheimer passa attraverso il trattamento tempestivo delle malattie gengivali. Ma i ricercatori hanno segnalato un altro approccio, che è ancora in fase di sperimentazione da parte di un team americano: combattere i batteri che causano la parodontite prima che passino nel cervello.

Condividi: