“Il vaccino Moderna è due volte più efficace di Pfizer contro la variante Delta”: lo rivelano recenti studi scientifici

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Il vaccino Moderna risulterebbe due volte più efficace di Pfizer per contrastare la trasmissione della variante Delta: questo è emerso da recenti indagini, che hanno rilevato che l’efficacia del vaccino Pfizer scende a meno del 42% contro l’infezione scatenata dalla mutazione più diffusa al momento del Covid. Il siero prodotto dalla casa farmaceutica Moderna sembrerebbe resistere meglio alla variante, assicurando con un’efficienza del 76%. Anche se il mondo scientifico ha notato che l’efficacia dei vaccini nei confronti della variante Delta sembra diminuire con il progredire degli studi.

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Il 4 agosto, uno studio britannico ha declassato l’efficacia del vaccino contro le infezioni riscontrando il 50% di capacità protettive di tutti i vaccini messi insieme. Un nuovo studio, pre-pubblicato sul sito MedRxiv, non sottoposto ancora a recensione da un comitato scientifico, ha valutato invece un’efficacia di appena il 42% del vaccino Pfizer-BioNTech contro un’eventuale infezione della variante Delta, ed il 76% nei confronti della variante Alpha. Il vaccino prodotto da Moderna sembra essere meno sensibile alle mutazioni del virus, in quanto la sua copertura risulterebbe ridotta al 76% contro la variante Delta ed all’86% contro la variante Alpha.

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Il vaccino Moderna più efficace del vaccino Pfizer contro la variante Delta

Tra le altre indagini svolte sul tema, si segnala lo studio condotto su 180.000 persone vaccinate in Minnesota negli Stati Uniti, tra gennaio e luglio 2021, quando il ceppo dominante era la variante Alpha che è stata messa a confronto con quella Delta. L’efficacia dei due vaccini ha dato dei risultati deludenti contro le infezioni, invece si è confermata una buona efficacia contro il rischio di ospedalizzazione, con un tasso del 75% per il vaccino Pfizer e dell’81% per Moderna. Dei risultati confermati dai dati raccolti in altri stati americani.

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I due vaccini se messi a confronto presentano delle differenze anche se sono formulati con la stessa tecnologia sfruttando il medesimo principio: l’iniezione di un pezzo di RNA messaggero comprendente la sequenza della proteina di picco del virus e che ne induce la produzione a livello cellulare. Gli autori dello studio non riescono a spiegarsi la differenza di efficacia tra i due sieri, sono necessarie ulteriori indagini di approfondimento. Ma si sono ipotizzate alcune tesi sulle loro differenze da ascrivere al fatto che il vaccino Moderna contiene 100 microgrammi di mRNA, tre volte più del Pfizer (circa 30 microgrammi per dose). Inoltre viene iniettato puro, mentre il Pfizer va diluito con cloruro di sodio allo 0,9%.

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Anche la composizione della particella lipidica che trasporta l’mRNA non è la stessa, e ciò può avere un impatto sulla buona conservazione dell’mRNA. Il confronto tra il vaccino Pfizer e quello Moderna, che interessa le recenti indagini, potrebbe evidenziare dei limiti legati al fatto che la comparazione con i non vaccinati si basa su una popolazione non testata, quindi suscettibile di essere stata infettata e di avere immunità. Ma conferma comunque l’alta contagiosità della variante Delta, che minaccia la strategia di eradicazione del virus con la vaccinazione, ad oggi la sola arma per evitare un afflusso nei servizi ospedalieri, e soprattutto i decessi per il Covid.

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