Carenza di vitamina D: l’eccessiva assunzione di integratori può essere estremamente dannosa per la salute

Advertisement

Così come la carenza di vitamina D è dannosa per la salute, anche il suo sovradosaggio crea scompensi: una casistica preoccupante associata all’eccessiva assunzione di integratori. In molti Paesi in cui la stagione fredda tende a durare più a lungo, a causa di un clima prevalentemente più umido e freddo, si raccomanda alla popolazione di compensare il deficit vitaminico, dovuto al bisogno della luce solare con supplementi di vitamina D.

Questa sostanza è importante per l’uomo perché regola il metabolismo del fosfato e del calcio e quindi aiuta a rendere le ossa più forti, in più promuove il corretto funzionamento del sistema immunitario oltre a stimolare la forza muscolare. La letteratura medica elenca diverse malattie associate alla carenza di tale vitamina che espone a: infezioni, debolezza muscolare, depressione, reumatismi, infarto, diabete, morbo di Alzheimer, sclerosi multipla.

Leggi anche: La vitamina D è un’arma preziosa contro il cancro: la scoperta dei ricercatori che promette il drastico calo del tasso di mortalità

Per contrastare la carenza, i medici raccomandano di assumere degli integratori a base di vitamina D. Secondo la “German Nutrition Society” (DGE), si registra una carenza quando la concentrazione sierica del marker 25-idrossivitamina-D è inferiore a 30 nanomoli per litro di siero.

Gli esperti ritengono che pillole ed integratori alimentari non sono consigliabili per le persone sane, dal momento che la formazione della vitamina può essere favorita attraverso uno stile di vita più sano ed una dieta ad hoc. In particolare, è fondamentale stare a contatto diretto con la luce solare in modo da permettere al corpo di sintetizzare la quantità necessaria di vitamina D. Tuttavia, la quantità prodotta dal corpo dipende da vari fattori quali: il periodo dell’anno, il tempo di esposizione, l’abbigliamento, il tipo di pelle.

Carenza di vitamina D eccessiva assunzione

Carenza di vitamina D: come compensare il deficit

Ci sono diverse opzioni per integrare la vitamina D, soprattutto nel corso della stagione fredda quando l’angolo di incidenza dei raggi del sole è molto piatto e perciò non si registra una produzione significativa di vitamina.

È bene sapere che questa vitamina può essere immagazzinata nel corpo: può essere accumulata quindi in estate per poi beneficiarne nei mesi meno soleggiati. Ma la giusta dieta può anche aiutare ad aumentare il suo livello per questo è bene consumare alcuni alimenti strategici. Ad esempio la vitamina è presente nei pesci grassi come aringhe e salmone, ma anche nelle uova, nei funghi e nel fegato di molti animali.

Secondo il Federal Institute for Risk Assessment (BfR) l’assunzione di vitamina D attraverso una sana alimentazione gioca solo un ruolo secondario, perché è prevalente la produzione da parte del corpo sfruttando a luce solare.

Sovradosaggio di vitamina D: l’eccessiva assunzione di integratori

Assumere troppa vitamina può essere dannoso per la salute, quindi è bene non abusare di pillole ed integratori di vitamina D, ma anche di alimenti fortificati con essa, presenti in commercio soprattutto nei Paesi europei più freddi. Ma l’assunzione di tali integratori è raccomandata solo se c’è una comprovata carenza vitaminica, ed il miglioramento del livello non può essere determinato dalla dieta o dall’esposizione al sole.

Un eccesso di questa vitamina ha un impatto negativo sulla salute, come avvertono gli esperti che segnalano di non superare un certo dosaggio. Un’assunzione giornaliera regolare di più di 100 microgrammi di vitamina D può infatti provocare alcuni effetti indesiderati, quali la formazione di calcoli renali o di calcificazioni a livello dei reni. Per evitare conseguenze è dunque opportuno attenersi alle indicazioni mediche, per evitare di assumere attraverso gli integratori una quantità maggiore della vitamina.

Leggi anche: Assumere vitamina D per 3 mesi aiuta a risolvere numerosi problemi di salute. Gli esperti spiegano benefici e modalità

In genere, tendono a palesare questo deficit vitaminico alcune categorie di persone ritenute più a rischio di sviluppare una carenza di vitamina D. Come nel caso dei soggetti che per motivi di salute o di lavoro trascorrono poco tempo all’aperto. Anche le persone che per motivi culturali o religiosi indossano vesti coprenti possono rischiare la carenza, come anche le persone con colore della pelle scura. Sono tra i soggetti a rischio anche gli anziani, perché la formazione della vitamina nel corpo si riduce con l’età, ma anche i bambini la producono in piccole quantità e solo grazie al latte materno.

Un integratore di vitamina D è consigliato per questi gruppi di soggetto a rischio, ma solo se la carenza viene riscontrata da un medico che deve prescrivere un trattamento specifico.

Advertisement
Condividi: