Fare colazione ad un preciso orario riduce significativamente il rischio di diabete: lo rivela uno studio americano

La colazione gioca un ruolo decisivo per prevenire il diabete, in particolare è essenziale per contrastare la malattia metabolica fare il primo pasto della giornata ad un preciso orario. A tale conclusione sono giunti i ricercatori della Northwestern University di Chicago, che hanno condotto uno studio approfondito sul tema.

In base all’indagine condotta, fare colazione prima delle 8.30 del mattino potrebbe prevenire in modo significativo lo sviluppo del diabete e di altre malattie metaboliche.

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Nel corso delle indagini il team di ricerca ha esaminato le abitudini di un variegato campione, rilevando che le persone che avevano l’abitudine di mangiare prima delle 8:30 avevano dei livelli di zucchero nel sangue più bassi ed una minore resistenza all’insulina.

Gli studiosi hanno dedotto che si tratta di fattori decisivi per ridurre il rischio di sviluppare diabete di tipo 2. Dopo la conclusione dell’indagine, lo studio è stato presentato all’incontro annuale ENDO 2021 della Endocrine Society, organizzazione medica internazionale nel settore dell’endocrinologia e del metabolismo.

“Abbiamo scoperto che le persone che fanno colazione appena iniziata la giornata avevano livelli di zucchero nel sangue più bassi ed una minore resistenza all’insulina, indipendentemente dal fatto che limitassero l’assunzione di cibo a meno di 10 ore al giorno o distribuissero l’assunzione di cibo a più di 13 ore al giorno” – ha detto il ricercatore principale Marriam Ali, M.D. della Northwestern University di Chicago.

Fare colazione ad un preciso orario riduce significativamente il rischio di diabete

Prevenire il diabete con una colazione anticipata

Lo studio ha messo in luce che potrebbe essere vantaggioso per prevenire il diabete adottare delle pause più lunghe tra i pasti e fare una colazione anticipata. Infatti i ricercatori hanno osservato che la resistenza all’insulina si verifica quando il corpo non risponde più all’insulina prodotta dal pancreas ed il glucosio tende a penetrare nelle cellule in modo meno efficace.

Secondo un comunicato stampa rilasciato dalla Endocrine Society, la resistenza all’insulina e gli alti livelli di zucchero nel sangue influenzerebbero in modo negativo il metabolismo, esponendo ad un maggiore rischio di sviluppare il diabete di tipo 2.

Per spiegare lo studio condotto, Marriam Ali ha affermato: “Visto l’aumento dei disturbi metabolici come il diabete, volevamo ampliare la nostra comprensione delle strategie dietetiche per affrontare questo problema in pericolosa crescita”.

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In effetti, lo scopo del team di ricercatori della Northwestern University di Chicago è stato quello di scoprire se mangiare all’inizio della giornata influenzava in modo significativo i livelli metabolici.

Un argomento nuovo, dal momento che i precedenti studi si sono impegnati a dimostrare che l’alimentazione limitata, con assunzione di cibo concentrata per un breve periodo di tempo al giorno, apporta un miglioramento sullo stato metabolico.

I risultati dello studio sul rischio di insorgenza diabete

Lo studio ha così sottolineato che l’orario dei pasti ha un impatto maggiore sul rischio di diabete rispetto al periodo di assunzione di cibo. A tale conclusione sono giunti i ricercatori dopo aver analizzato i dati di 10.575 adulti che hanno partecipato al National Health and Nutrition Examination Survey. Il team di studio ha suddiviso i partecipanti in tre gruppi, a seconda della durata totale dell’assunzione di cibo: meno di 10 ore, 10-13 ore, più di 13 ore al giorno. Inoltre hanno individuato sei sottogruppi in base all’ora di inizio della durata della colazione (prima o dopo le 8:30).

Così si è notato che la resistenza all’insulina era più alta nel caso di intervalli alimentari più brevi, ma inferiore in tutti i gruppi che iniziavano a mangiare prima delle 8:30, evidenziando così che la tempistica è più associata alle azioni metaboliche che alla durata.

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