Covid, uno studio rivela quali sono le cause della perdita dell’olfatto durante l’infezione virale

Dopo circa un anno e mezzo dalla sua comparsa a Wuhan, in Cina, del Covid, il virus nasconde ancora molti segreti che i ricercatori stanno indagando, come nel caso dei meccanismi che causano la perdita dell’olfatto.

In uno studio reso noto dall’Institut Pasteur, i ricercatori francesi hanno cercato di capire cosa determina la condizione di anosmia, che colpisce molti pazienti nel corso dell’infezione da Sars-Cov-2. Questo studio è riuscito a rivelare le cause della perdita dell’olfatto durante l’infezione da Covid. I ricercatori francesi hanno scoperto i meccanismi alla base dell’anosmia esaminando alcuni pazienti affetti dal virus, concludendo che un test PCR nasofaringeo può dare un esito negativo, anche se il virus continua ad essere presente in profondità nelle cavità nasali.

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Dopo mesi di mistero, la scienza è riuscita a comprendere il meccanismo alla base di una delle manifestazioni che caratterizzava il quadro sintomatologico della pandemia nei primi mesi. Si tratta di un fenomeno caratterizzato da diverse fasi, come spiegato dall’Istituto Pasteur.

L’infezione virale può causare la scomparsa delle ciglia trasportate dai neuroni sensoriali, ma queste ciglia consentono la ricezione di molecole odorose. Il virus viene rintracciato nei neuroni sensoriali dove causa “la disorganizzazione dell’organo sensoriale”. Inoltre il virus Sars-Cov-2 è in grado di penetrare nel primo relè cerebrale del sistema olfattivo, provocando una neuro infiammazione e la replicazione di RNA virale in diverse regioni del cervello.

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Uno studio rivela quali sono le cause della perdita dell’olfatto nei pazienti Covid

Pierre-Marie Lledo, ricercatore del CNRS e coautore dello studio, come anche Hervé Bourhy, coautore dello studio, hanno precisato che i neuroni sensoriali come il nervo olfattivo ed i centri nervosi olfattivi nel cervello vengono infettati dal virus. Quando il Covid entra nel bulbo olfattivo, ha la capacità di diffondersi in altre strutture nervose, inducendo una significativa risposta infiammatoria.

Per giungere a tale conclusione, i ricercatori dell’Institut Pasteur, CNRS, Inserm, Université de Paris ed AP-HP hanno svolto uno studio su un campione di pazienti affetti da Covid, per poi eseguire delle analisi su un modello animale (criceti).

I risultati pubblicati sulla rivista Science Translational Medicine hanno rivelato che la perdita dell’olfatto durante l’infezione virale può risultare invalidante e può prolungarsi nel tempo. “Secondo i nostri risultati, la perdita dell’olfatto può persistere per diversi mesi in alcuni pazienti” – ha detto Marc Lecuit, coautore dello studio aggiungendo: “Questa persistenza dei segni clinici è da attribuire alla persistenza del virus e dell’infiammazione nella mucosa olfattiva”.

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I ricercatori hanno rilevato poi che i comuni test PCR con tamponi rinofaringei possono dare un esito negativo anche se il virus persiste in profondità nelle cavità nasali, per questo raccomandano di eseguire una diagnosi più approfondita con spazzolatura nasale nei pazienti colpiti da perdita dell’olfatto.

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