Perdita dell’olfatto dopo l’infezione da Covid-19: perché si manifesta e come trattarla con degli efficaci rimedi naturali

Advertisement

La letteratura medica a proposito del quadro sintomatologico del Covid-19 segnala un’alta percentuale di casi nei quali il paziente risente della perdita dell’olfatto, un deficit parziale o totale che tende a protrarsi anche dopo la guarigione.

Da quanto reso noto dal mondo scientifico, nella maggior parte dei pazienti, l’olfatto ritorna a funzionare in modo regolare entro due o tre mesi. Ma molte persone che si sono riprese dall’infezione virale hanno lamentato di soffrire della cosiddetta perdita dell’odore da Coronavirus per più tempo. In questo caso i soggetti hanno affermato di non percepire il giusto odore dei cibi, segnalando di avvertire un cattivo o strano odore. Il fenomeno della parosmia temporanea si considera un disturbo strettamente connesso con l’infezione virale, e può durare anche dopo la guarigione per mesi.

Nei pazienti Covid si sono rilevati diverse forme di parosmia, alcuni pazienti guariti dal virus hanno lamentato di non percepire il normale odore di uova, caffè e cioccolato avvertendo un sentore che ricorda quello della benzina. Altri hanno riferito di sentire costantemente un odore di fumo di sigaro.

Perdita dell'olfatto

Leggi anche: Long Covid: di cosa si tratta e i 12 sintomi che possono colpire qualsiasi organo del corpo causando anche diabete e insonnia

Perdita dell’olfatto dopo l’infezione da Covid-19

Uno studio condotto dal Global Consortium for Chemosensory Research ha rilevato che il 7%, dei 4.000 soggetti convalescenti dal Covid-19 esaminati, soffriva di perdita dell’odore. Justin Turner, direttore della Vanderbilt University ha affermato: “Di norma, la parosmia è un buon segno anche per una persona appena guarita, perché significa che l’olfatto si sta riprendendo”.

Leggi anche: Covid, uno studio rivela quali sono le cause della perdita dell’olfatto durante l’infezione virale

Ma la maggior parte dei medici è rimasta sorpresa dal fatto che la parosmia si verifica anche mesi dopo la guarigione dei soggetti colpiti dal Covid. Il virus può innescare un simile deficit e può volerci del tempo prima che le cellule olfattive si rigenerino. Secondo i recenti dati scientifici il virus attacca l’epitelio nasale: lo strato cutaneo delle cellule dove si registrano gli odori.

La prof.ssa Claire Hopkins, specialista in rinologia al King’s College di Londra, ha spiegato che dall’esperienza dei pazienti con malattie virali, un tale disturbo dell’odore può durare fino ad un anno. Ma nella maggior parte dei soggetti guariti dal Covid-19 la perdita dell’olfatto si risolve dopo otto mesi.

Per favorire il recupero dell’olfatto è raccomandabile provare ad allenare il senso a percepire diversi odori. Un valido rimedio naturale suggerito dalla fitoterapia propone di confezionare dei sacchettini contenenti erbe o spezie diverse da annusare: si dovrebbe odorare ogni sacchettino per mezzo minuto ogni giorno per tre mesi. Nei sacchetti si possono inserire: salvia, menta, timo, origano, tarassaco, eucalipto, camomilla, lavanda ed altri fitoestratti odorosi.

Advertisement
Condividi: