“La vaccinazione Covid non causa infertilità nelle donne”: 5 argomenti scientifici smentiscono la tesi secondo cui i vaccini rendono sterili

Malgrado si tratti ancora oggi di un tema controverso, ci sono una serie di argomentazioni di natura scientifica che avversano la tesi secondo la quale vaccinazione Covid potrebbe causare l’infertilità nelle donne. Una recente indagine condotta dallo studio Cosmo ha mostrato che le giovani donne sono un importante target a cui rivolgere una buona informazione per superare i timori ed i dubbi sulla vaccinazione e sulla fertilità.

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Il tema degli effetti sulla fertilità è una questione di grande interesse, ma non sempre se ne parla con la dovuta chiarezza. Da quanto confermato a livello scientifico, i vaccini mRNA di Moderna e Biontech / Pfizer, non influiscono sulla fertilità. Una tesi che si è diffusa accanto a quella secondo la quale il vaccino non solo forma una risposta immunitaria contro la proteina Spike del virus Sars-CoV-2, ma anche contro una proteina nella placenta: le due proteine ​​sono così simili che possono essere confuse. Ma si possono chiamare in causa 5 ragioni scientificamente contrarie all’affermazione secondo cui i vaccini rendono sterili le donne.

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La vaccinazione Covid non causa infertilità nelle donne: le conferme del mondo scientifico

Contro l’affinità tra la proteina Spike e quella nella placenta si è fatta strada la conferma che la proteina Spike è composta da 1273 aminoacidi mentre quella della placenta, Syncytin-1, è composta da 538 aminoacidi evidenziando poi che solo una breve sequenza è simile, ma non identica: si tratta della proteina Spike chiamata VVNQN, simile alla sincitina-1 VVLQN.

Ma, questa somiglianza strutturale di circa 0,75% non dimostra che siano modellate esternamente allo stesso modo. Gli anticorpi riconoscono le strutture superficiali e raramente sono costituiti da una catena così corta. Il virologo Ian Jones dell’Università britannica di Reading ritiene che le due proteine ​​non siano abbastanza simili da consentire agli anticorpi formati dopo la vaccinazione di legarsi alla sincitina-1. Il rischio di infertilità è quindi “essenzialmente fittizio”, ha precisato Jones.

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Una seconda tesi che conferma che la vaccinazione Covid non causa infertilità nelle donne chiama in causa delle somiglianze nel corpo che non dovrebbe essere motivo di preoccupazione perché ci sono delle piccole somiglianze ovunque. Un immunologo ha posizionato la sequenza di amminoacidi della proteina Spike accanto a quella di varie altre proteine ​​umane e ha trovato numerosi risultati con 4 o 5 amminoacidi identici in fila.

Si può anche citare la ricerca medica sull’anticorpo terapeutico temelimab, che deve essere usato nelle malattie autoimmuni come la sclerosi multipla o il diabete, riconosce una proteina di un virus endogeno che è legato per l’81% alla sincitina della placenta.

Dei risultati documentati da Udo Markert, capo del laboratorio di analisi della placenta presso l’ospedale universitario di Jena e presidente della Società europea di immunologia riproduttiva, ed il suo collega Ekkehard Schleußner, direttore della clinica di maternità presso l’ospedale universitario di Jena e vicepresidente della società tedesca per la Medicina perinatale. Nei test di laboratorio si è dimostrato che temelimab praticamente non si lega alla sincitina e quindi non altera lo sviluppo e la funzione della placenta.

Altre conferme scientifiche che smentiscono la correlazione vaccinazione-infertilità femminile

Contro la tesi della sterilità femminile correlata alla vaccinazione si può segnalare poi la spiegazione fornita da Markert e Schleussner: la sezione rilevante nella sequenza amminoacidica della sincitina-1 si trova al di sotto della superficie della placenta. Anche se gli anticorpi confondono le due proteine, cosa altamente improbabile, la sequenza non è direttamente accessibile ad alcun anticorpo.

La tesi dell’affinità tra placenta e virus è stata smentita esaminando gli effetti dei vaccini mRNA sulla fertilità. Gli esperti hanno concluso che se gli anticorpi formati dopo una vaccinazione erano diretti contro la sincitina-1, allora si sarebbero formati anche gli anticorpi dopo un’infezione. Perché come gli anticorpi prodotti dopo la vaccinazione, questi attaccano la proteina Spike di Sars-CoV-2.

Con oltre 225 milioni di persone infette nel mondo, si sarebbe notato se l’infezione avesse aumentato il rischio di infertilità. Nel corso degli studi di approvazione di fase III dei vaccini Biontech e Pfizer si sono eseguiti test di gravidanza prima dell’inizio dello studio, inoltre ai soggetti è stato chiesto di utilizzare la contraccezione per almeno 28 giorni dopo aver ricevuto il vaccino. Durante lo studio ci sono state 23 gravidanze: dodici nel gruppo che ha ricevuto il vaccino, undici nel gruppo placebo.

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Anche gli esperimenti condotti sugli animali hanno negato episodi di infertilità legati alla vaccinazione. Come è noto, prima che un vaccino possa essere somministrato in gravidanza, come parte degli studi di approvazione gli effetti sulla capacità riproduttiva devono essere esaminati con esperimenti sugli animali e con i risultati degli studi clinici sugli adulti. Il vaccino Biontech Comirnaty è stato iniettato in 44 femmine di ratto, 21 e 14 giorni prima dell’accoppiamento ed il 9° e 20° giorno di gravidanza. In nessun momento gli scienziati hanno rilevato prove che il vaccino avesse un qualche effetto sulla fertilità, sulle ovaie o sull’utero. La vaccinazione non ha avuto dunque conseguenze sulla gravidanza, sulla vitalità dei ratti neonati o sul loro sviluppo.

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