Gli alimenti da consumare con cautela per proteggere la salute da una pericolosa tossina che espone a delle conseguenze gravi

Una dieta sana e bilanciata include anche una scelta consapevole di alimenti che salvaguardano la stessa salute, evitando il rischio di intossicazioni e sostanze cancerose associate ad una comune tossina che può celarsi in diversi prodotti. Non si sente parlare spesso di ocratossina A (OTA) una micotossina prodotta da diversi tipi di muffe dei generi Aspergillum e Penicillium.

Una sostanza potenzialmente pericolosa per la nostra salute e che è presente in diversi cibi di uso comune quali: i cereali, la carne conservata, la frutta fresca e secca, i formaggi, il caffè, il vino.

Questa sostanza si produce in modo del tutto naturale su tali tipologie di cibi, e si considera una sostanza pericolosa per gli animali ma anche per gli uomini, in quanto altamente cancerogena. Una conferma che arriva dagli studi condotti negli ultimi anni dall’Efsa (European Food Safety Authority) che ha segnalato come si sia verificato un aumento del rischio di intossicazioni alimentari proprio a causa di tale pericolosa sostanza.

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Per proteggersi dal rischio di intossicazioni alimentari veicolate dall’ocratossina A è bene essere più cauti quando si fa la spesa. Ci sono infatti dei cibi che potrebbero contenere questa tossina pericolosa per la salute umana, in quanto espone i reni a cancro, ma può anche indurre a modifiche del DNA.

Gli alimenti che possono contenere la tossina

Gli alimenti che possono contenere la tossina

Secondo i dati forniti dall’Efsa le casistiche rivelano che la quantità della sostanza nociva che si consuma involontariamente ogni settimana supera di gran lunga quella che può essere tollerata dal corpo. Come conseguenza si finisce con l’introdurre una quantità eccessiva, soprattutto se si consumano con maggiore regolarità: formaggi, derivati della carne e cereali.

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I dati relativi all’ultimo decennio sui prodotti a rischio intossicazioni da ocratossina sono allarmanti, perché si parla di una vasta platea di consumatori di prodotti potenzialmente cancerosi, che celano questa sostanza, che in pratica si trova in numerosi cibi. Come forma di cautela è importante esaminare la valutazione del MOE ovvero del margine di esposizione alla tossina, che si riporta sulle etichette. Un’attenzione che deve riguardare principalmente alcuni prodotti che potrebbero contenere la sostanza alterandone le qualità nutrizionali.

Un occhio di riguardo deve interessare prodotti quali: carne e derivati; latticini e derivati; cereali; frutta fresca; succhi di frutta; estratti vegetali; aromi e spezie. Come raccomandazione è dunque bene controllare lo stato dei prodotti, in modo da identificare la possibile presenza di muffe scatenate dalla sostanza nociva.

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