Onicofagia, mangiare le unghie in modo compulsivo è un segnale di avvertimento da non sottovalutare

Il vizio di mangiare le unghie è comune, interessa uomini e donne, adulti e bambini, se però una simile condizione diventa compulsiva può degenerare nell’onicofagia e può causare danni seri alla salute.

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Un simile disturbo patologico tende a colpire i soggetti di tutte le età. Ma è più comune tra i bambini e gli adolescenti.

Questo disturbo del controllo degli impulsi si classifica tra i disturbi comportamentali e delle emozioni. Dei problemi tipici dell’infanzia e dell’adolescenza. In alcuni casi se non si corregge, l’onicofagia può ripresentarsi fino all’età adulta.

Secondo Marina Genova, psicologa clinica di San Paolo, non può essere considerato un disturbo. Ma piuttosto un sintomo che rivela che qualcosa non va bene.

La specialista ribadisce che in psicologia si fa riferimento a questo tipo di disturbo come ad un fenomeno soggettivo. Si tratta di una spia che segnala che qualcosa causa: sofferenza, ansia ed angoscia.

La psicologa afferma anche che ci sono degli studi sull’onicofagia che illustrano come tale malsana abitudine può essere legata alle compulsioni.

Un termine che definisce anche i comportamenti adottati per dare sollievo all’ansia. In alcuni casi si può anche chiamare in causa la depressione. Quindi l’onicofagia si usa per ottenere un tipo di effetto calmante.

Onicofagia un sintomo associato all'ansia

Onicofagia: un sintomo associato all’ansia da trattare in modo adeguato

Uno dei principali motivi che spinge le persone a mangiare le proprie unghie e, nei casi più gravi, anche le pellicine e le cuticole è l’ansia. Di solito quando si innervosiscono questi soggetti sentono il bisogno di mangiare le unghie.

Ma questa abitudine se diventa compulsiva può causare danni seri. Ad esempio: l’usura, delle ferite, delle infezioni.

Secondo Valter Claudino, dermatologo presso l’ospedale Maternidade Beneficência Portuguesa di Santo André, le conseguenze sono gravi.

Il dermatologo afferma che l’onicofagia causa l’eliminazione della barriera protettiva dell’unghia. Così si offre il via libera all’ingresso di batteri e di funghi. Questi causano infezioni secondarie.

Anche se può sembrare un’abitudine innocua, l’onicofagia costituisce un atteggiamento di tipo autolesionistico.

Dunque nei casi gravi è necessario l’aiuto di uno psicoterapeuta. Il cui compito è quello di identificare le cause del disturbo.

Infatti il rapporto tra psicoterapeuta e paziente permette di scoprire cosa c’è dietro l’ansia che innesca il sintomo.

Inoltre lo specialista potrà osservare altri dati che spingono il paziente verso quel gesto.

Per evitare l’aggravarsi del problema si possono usare delle strategie per non mangiare le unghie.

Ad esempio si possono usare dei prodotti sgradevoli sulle unghie e specifici. Questi oltre a non farle mordere le ammorbidiscono. Ma si tratta di un palliativo di breve durata periodo.

Spesso il sintomo riappare nella stessa forma o sotto un altro comportamento compulsivo. Che può anche avere un carattere autolesionistico.

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