Variante Delta del Covid-19: quali sono i sintomi della mutazione del virus che possono essere confusi con quelli di un brutto raffreddore

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Anche in Italia si sono registrati i primi casi di infezione della variante Delta del Covid-19 che dopo essersi diffusa nel Regno Unito sta preoccupando tutta l’Europa. Dopo aver fatto registrare il 90% dei nuovi casi di positività nel Regno Unito, la nuova mutazione del Sars Cov-2 si è diffusa anche nel nostro territorio: in Lombardia si sono registrati quasi un centinaio di casi, altri focolai si sono riscontrati anche nel Lazio, nel Veneto ed in Emilia. Gli esperti hanno rivelato che il quadro dei sintomi di questa mutazione del virus sono dovuti all’incrocio tra la variante indiana e quella inglese.

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Nello specifico la variante Delta (nota anche con i nomi di VUI-21APR-01 e di B.1.617) si è sviluppata in India, per poi propagarsi in modo dominante in Gran Bretagna. Il fatto che contenga una serie di mutazioni desta particolare preoccupazione, in quanto questo fattore la rende altamente trasmissibile, esponendo inoltre ad un alto rischio di reinfezione.

Variante Delta quali sono sintomi

Variante Delta del Covid-19: i sintomi

Il quadro sintomatologico della variante Delta del Covid-19 è simile a quello di un raffreddore, visto che causa nei malati: mal di testa, tosse e naso che cola. Una conclusione a cui è giunto uno studio inglese che ha esaminato il nuovo corso del virus nel territorio britannico. In questo caso rispetto alla prima ondata del virus Sars-CoV-2 la perdita dell’olfatto si è registrata meno frequentemente.

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I segni rivelatori dell’infezione scatenata dalla nuova variante possono essere confusi con quelli di un brutto raffreddore, come precisato da Tim Spector, esperto del Zoe Covid Symptom. In pratica il quadro dei segni clinici della variante Delta del Covid-19 include i classici sintomi dell’infezione, dal momento che causa nei soggetti: febbre, perdita dell’olfatto, deficit del gusto. Dopo un’indagine approfondita su migliaia di soggetti positivi alla variante, come rilevato dall’app Zoe, è emerso che: “Dall’inizio di maggio abbiamo analizzato i sintomi più diffusi tra chi è stato contagiato dalla variante delta e non sono uguali a quelli di prima” – questa la spiegazione fornita da Tim Spector.

Diffusione e vaccinazione contro la variante del Covid-19

Si è rilevato che il Covid continua a manifestarsi con la febbre, mentre la perdita dell’olfatto non si attesta più nell’elenco dei primi 10 sintomi dell’infezione virale. Secondo Spector infatti la variante delta del Covid-19 ha un meccanismo di aggressione leggermente diverso, da cui dipendono sintomi differenti. Gli esperti hanno poi ipotizzato che la diffusione veloce della mutazione sia da scrivere al fatto che i soggetti contagiati pensano di avere un raffreddore: questo lascia libertà di diffusione al virus.

Ad oggi si teme che le mutazioni sviluppate del Coronavirus abbiano una maggiore resistenza ai vaccini anti Covid, anche perché in Inghilterra, la variante indiana ha colpito sia soggetti che avevano già ricevuto la prima dose di vaccino sia quelli che avevano completato le due dosi. Anche a Milano, è emerso un caso di infezione della variante, che ha riguardato un operatore sanitario che aveva completato il ciclo vaccinale delle due dosi.

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Per approfondire questo argomento, il mondo della scienza è al lavoro per capire l’impatto delle mutazioni del virus Sars-CoV-2, e per trovare un freno ai contagi. Alcuni virologi ipotizzano che si possa ricorrere ad un terzo richiamo di vaccino anti Covid contro a variante Delta, anche se le case farmaceutiche dei sieri AstraZeneca e Pfizer assicurano che le due dosi siano in grado di offrire la copertura necessaria anche alle forme di infezioni più gravi.

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